Il settore italiano del legno-arredo esprime forte preoccupazione per i possibili effetti dell’applicazione del Carbon Border Adjustment Mechanism (CBAM), il meccanismo europeo di adeguamento del carbonio alle frontiere.
Secondo FederlegnoArredo, l’inclusione dell’urea tra le materie prime soggette al regolamento potrebbe determinare un significativo aumento dei costi per l’intera filiera dei pannelli a base legno, con ripercussioni sulla competitività delle imprese italiane ed europee.
Le stime del comparto indicano un possibile incremento dei costi dei pannelli compreso tra il 10% e il 12% nei primi anni di applicazione del regolamento. Un impatto che rischierebbe di riflettersi lungo tutta la catena del valore, coinvolgendo produttori, trasformatori e utilizzatori finali.
FederlegnoArredo e Assopannelli chiedono quindi alle istituzioni europee un approccio più graduale e flessibile nell’attuazione del CBAM, valutando misure che consentano di salvaguardare gli obiettivi ambientali senza compromettere la competitività dell’industria manifatturiera europea.
Per il comparto dei materiali e dei pannelli decorativi, l’evoluzione della normativa rappresenta un tema di particolare interesse, poiché le decisioni adottate a livello europeo potrebbero influenzare in modo significativo l’approvvigionamento delle materie prime, i costi produttivi e l’intera filiera del legno-arredo.
Fonte: Il Gazzettino – 8 luglio 2026 (articolo di Elena Del Giudice).







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