16 Gennaio 2025 – Tratto da: Materia Rinnovabile

Il nuovo Consorzio Nazionale Sistema Arredo, promosso da FederlegnoArredo, introduce lo schema di responsabilità estesa del produttore (EPR) nel comparto italiano dell’arredamento. Una vera rivoluzione nel settore, che premierà ecodesign e second hand.

A fine ottobre è nato il Consorzio Nazionale Sistema Arredo italiano, un progetto consortile volontario di responsabilità estesa del produttore (EPR) che garantisce il ritiro, la raccolta, il recupero e il riciclo di rifiuti di mobili e altri prodotti di arredo, promuovendo il riutilizzo e accelerando la transizione verso l’economia circolare del settore. Lo schema è il secondo in Europa, dopo quello francese, ma il modello italiano promette di fare scuola a livello comunitario, proponendo una struttura snella e innovativa. Un progetto che parte in anticipo rispetto all’obbligo UE atteso per il 2027, che realizzerà un mercato internazionale e
regolamentato del second hand di qualità.

Il settore arredo si prepara all’EPR
Pensato e promosso da FederlegnoArredo, insieme alle aziende associate dell’arredo, il nuovo consorzio si pone l’obiettivo di preparare i produttori a una futura possibile implementazione di schemi EPR, che impone la gestione del fine vita dei prodotti immessi sul mercato.
Al momento sono 25 le aziende aderenti al Consorzio Nazionale Sistema Arredo, con un valore complessivo di oltre 2,5 miliardi di euro di fatturato. “Con la sottoscrizione delle nostre aziende, il Consorzio volontario ha preso forma e siamo già operativi, insieme alla cabina di regia e al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, per analizzare in dettaglio le condizioni di funzionamento di un possibile regime EPR per il settore arredo”, ha dichiarato il presidente di FederlegnoArredo Claudio Feltrin, che presiederà anche il consorzio. “Fondamentale in tal senso è proprio la collaborazione con il Ministero, con cui siamo al lavoro per stipulare, come indicato dallo stesso dicastero, un accordo di programma che ci autorizzi a esplorare in concreto le soluzioni e le convenzioni che il regime EPR potrebbe attivare con tutti i soggetti della filiera”.
Organizzazione e nuovi mercati
Il Consorzio è in fase di beta testing, ma l’auspicio è che diventi obbligatorio quanto prima, ovvero appena il Ministero dell’Ambiente e Sicurezza Energetica avrà rilasciato tutte le autorizzazioni.
Oltre al recupero delle materie prime, legno certo ma anche altri componenti, il nuovo Consorzio
darà grande rilievo alla riparazione e al riuso. “Si partirà dai punti di raccolta che sono una parte fondamentale dell’EPR. Poi, grazie alla crescente attenzione dei produttori all’ecodesign, che favorisce il riutilizzo e la riparazione, si potranno creare con il secondo hand nuove filiere locali e nuove linee di business per le imprese dell’arredo”, spiega Feltrin.
La crescente richiesta nel Green Public Procurement – ma anche nel privato – di arredi in materiali riciclati o derivati da riutilizzo, oltre che il mercato secondario, sosterrà il lavoro del Consorzio. “Sono tanti i driver, dal procurement al mercato dei giovani, che vogliono un prodotto di design ma non possono permetterselo, mentre così potrebbero trovarlo più facilmente sul mercato secondario”, continua il presidente.
In alcune aziende associate è già partito lo studio su come rafforzare la filiera della riparazione e anche allestire centri di raccolta presso i propri magazzini e punti vendita. Si passerà da un servizio di riparazione per il cliente a un vero e proprio mercato integrato.
Per sostenere economicamente il Consorzio si ricorrerà a un contributo ambientale che sarà incluso nel prezzo del mobile alla vendita. Il contributo sarà proporzionale alla dimensione e tipologia di prodotto, fissato su degli archetipi (dalle sedie alle cucine di grandi dimensioni). Non solo: il contributo premierà chi realizza mobili più sostenibili, abbassando la quota da pagare in base al livello di circolarità del prodotto. “Daremo delle premialità per chi realizza mobili con un maggiore indice di riciclabilità, con materiali riciclati e favorisce la riparabilità”, conclude Feltrin.
FederlegnoArredo, insieme alle aziende dell’arredo, si fa così interprete e allo stesso tempo anticipatrice di un cambiamento epocale che l’EPR porterà con sé, trasformando un possibile obbligo di legge in un’opportunità strategica.

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