Tratto da: Il sole 24 ore

Ponti: semplificare le norme, pesano soprattutto sulle piccole e medie imprese

«L’economia globale deve passare da un’economia lineare a una circolare: è una grande opportunità per la competitività e la sostenibilità in Europa». Ha esordito così Lara Ponti, vicepresidente di Confindustria per la Transizione ambientale e gli obiettivi ESG, all’incontro all’Europarlamento a Bruxelles, sintetizzando i messaggi principali del secondo Rapporto di Confindustria sull’economia circolare, che analizza la situazione in Italia e in Europa, insieme ad alcune indicazioni di policy.

«In Italia l’economia circolare è cresciuta tre volte più del PIL nazionale, 3,6% contro 1,2% in dieci anni, vale 43 miliardi e al 2024 aveva già creato 613 mila posti di lavoro», ha detto la vicepresidente di Confindustria, aggiungendo che l’Italia ha risultati significativi nell’uso efficiente dell’energia e delle risorse: il tasso di circolarità è del 20,8%, quasi il doppio della media UE (11,8%). Inoltre, il tasso di riciclo era al 2022 del 71,9%, contro la media UE del 65,4%. La circolarità genera risparmi di costi per 16 miliardi: il 15% del potenziale; si arriverebbe nel 2030 a 119 miliardi se venissero eliminati i blocchi che ne frenano lo sviluppo.

Sul mercato della rigenerazione dei beni, guardando tutta l’Europa, si potrebbe passare da 31 miliardi a 100. Occorre mettere in pratica una vera e propria politica industriale. «Dobbiamo semplificare le normative che rappresentano costi alti soprattutto per le PMI. L’eccesso di regolazione rallenta l’innovazione e aumenta i rischi di delocalizzazione», ha detto Ponti, sottolineando che l’industria europea ha bisogno, oltre alla semplificazione, anche di investimenti, supporto finanziario, una spinta alla ricerca e all’innovazione, e la creazione di un mercato unico.

Bisogna abbattere le barriere non tecnologiche, promuovere lo scambio di beni e prodotti circolari e potenziare la capacità impiantistica del paese, dice il Rapporto, dove vengono proposte dieci raccomandazioni strategiche che rappresentano le istanze dell’industria e puntano a orientare il nuovo quadro regolatorio UE in vista del Circular Economy Act.

Come primo punto, occorre favorire la piena armonizzazione della regolamentazione europea, evitando duplicazioni di oneri burocratici ed economici. Bisogna semplificare le procedure autorizzative di gestione dei rifiuti e garantire stabilità normativa; terzo aspetto, rimuovere le criticità sul permitting ambientale per attrarre investimenti e favorire l’innovazione (secondo uno studio di BusinessEurope, l’83% delle imprese considera un ostacolo la lunghezza delle procedure).

Occorre razionalizzare gli istituti giuridici fondamentali per l’economia circolare; sostenere la ricerca e l’innovazione. Inoltre, come sesto punto, bisogna sviluppare e coordinare misure e interventi di incentivazione. Per esempio, introducendo certificati per valorizzare l’economia circolare e l’uso di materie prime seconde. Questi titoli di efficienza energetica circolare misurerebbero il risparmio energetico e la riduzione delle emissioni, con benefici in termini di competitività delle materie prime seconde, un sistema di riciclo più efficiente e un potenziamento delle infrastrutture per l’economia circolare.

Settimo punto: occorre rafforzare il ruolo degli appalti pubblici per promuovere la circolarità; si propone una norma strutturale per cui le amministrazioni centrali e periferiche destinino un minimo di spesa dell’1% da dedicare agli appalti circolari, equivalente a 2,8 miliardi di euro.

Un altro aspetto riguarda il coordinamento delle politiche di transizione energetica con quelle dell’economia circolare, per favorire acquisti di prodotti più sostenibili, aumentare la raccolta di beni vetusti e incrementare il riciclo di materiali che ritornano ai processi produttivi.

Per esempio, sugli elettrodomestici andrebbe favorita la sostituzione e il recupero: la proposta prevede uno sconto del 30% fino a 200 euro, rottamando un modello di oltre 10 anni. Ipotizzando un rinnovo del parco installato per circa 2 milioni di apparecchi, si consentirebbe un risparmio energetico superiore a 630 GWh all’anno, equivalente al consumo elettrico di una provincia di 600 mila abitanti.

Capitolo determinante, le risorse: la leva finanziaria è decisiva. Infine, occorre creare sinergia tra sostenibilità e sicurezza nell’approvvigionamento di materie prime, per garantire maggiore indipendenza dell’Italia e della UE.

Categories:

Tags:

Comments are closed

Informazioni su questo sito

Questo può essere un buon posto per presentare te stesso ed il tuo sito o per includere alcuni crediti.

 

 

Nel mezzo del camin di nostra vita

Come trovarci

Indirizzo
Via Cavour
20100 Empoli(MI)

Orari
Lunedì—Venerdì: 09:00–17:00
Sabato e Domenica: 11:00–15:00

Prova di Calendario
Aprile 2026
L M M G V S D
 12345
6789101112
13141516171819
20212223242526
27282930