Claudio Feltrin: “Il settore ha navigato nella tempesta meglio di altri. Occorre però mantenere alta la guardia perché lo scenario geopolitico è imprevedibile. Il Salone è strategico per sostenere l’internazionalizzazione”.

Tratto da: Pambianco news design

“Servono strumenti per esplorare nuove destinazioni, a partire da Emirati Arabi e Arabia Saudita, ma anche India e Brasile. Il momento è complesso, ma bisogna cogliere le opportunità”. A parlarne con Pambianco Design è Claudio Feltrin, presidente di FederlegnoArredo. “Una cosa è certa: nonostante questa situazione le aziende hanno rafforzato la loro fiducia nel Salone del Mobile 2025 quale opportunità strategica: esporre nei padiglioni di Rho Fiera è la più potente chiave di accesso per il business del settore”. La filiera del legno-arredo ha registrato nel 2024, per il secondo anno consecutivo, numeri in discesa. Il fatturato alla produzione si è attestato a 51,7 miliardi di euro, in calo del 2,9% rispetto ai 53,2 miliardi del 2023. A incidere è soprattutto la flessione del mercato interno, che con 32,2 miliardi di euro rappresenta oltre il 60% del giro d’affari complessivo e segna un -3,5%. Un calo attribuito in gran parte alla riduzione degli incentivi fiscali che negli anni scorsi avevano sostenuto il comparto. Anche l’export, che pesa per il 38% sul totale, chiude in ribasso del 2,1% e si attesta a 19,4 miliardi di euro. Il saldo commerciale della filiera si avvicina agli 8 miliardi di euro, in leggera flessione rispetto agli 8,4 miliardi del 2023. I dati emergono dalle elaborazioni del Centro Studi di FederlegnoArredo su base Istat. “Anche se la produzione industriale di novembre registra un +3,6% per il mobile, il cumulato rimane negativo (-2,8%). Resta quindi complicato fare previsioni a lungo termine”. Nella top ten delle destinazioni dell’export italiano si registrano forti flessioni soprattutto tra i Paesi Ue: la Francia con oltre 3 miliardi, rimane il primo Paese, ma registra -3,3%; mentre la Germania – prosegue Feltrin – al terzo posto, perde un consistente 6% sfiorando i 2 miliardi di euro. Al di fuori dei confini europei, salta all’occhio il risultato degli Stati Uniti che si confermano al secondo posto (2,2 miliardi di euro) con un +1,5%, un mercato pertanto strategico che rischia però di essere messo in discussione dal pericolo dazi. A preoccupare è l’altro colosso, la Cina, che dal 2013 ha continuato a crescere fino ad arrivare nel 2022 a valere 686 milioni di euro conquistando il settimo posto fra le destinazioni del nostro export. Oggi, pur mantenendo la settima posizione, si ferma sotto il mezzo miliardo di euro e registra un -13,2%”. Il Regno Unito – al quarto posto – perde il 6,4% con un valore di 1,2 miliardi di euro. A seguire la Spagna, pressoché stabile (+1%) a 0,8 miliardi di euro. Contributo positivo dagli
Emirati Arabi Uniti che conquistano l’ottavo posto con un incremento di ben il 21,2%, ma con valori assoluti ancora contenuti (0,5 miliardi di euro). A seguire il Belgio, sostanzialmente stabile (+0,7%) a 0,5 miliardi di euro. Chiude la Top Ten l’Austria che, come la Germania, registra un -6%.
“Fra i cinque Paesi in cui la filiera cresce maggiormente in valore assoluto – spiega Feltrin – al primo posto troviamo gli Emirati Arabi Uniti con un +21,2% e una crescita di 82,4 milioni di euro, seguiti dal Kirghizistan (che si ferma comunque al 38esimo posto con un valore di 80 milioni) e cresce di circa 46 milioni con un +139,5%. Terza per incremento l’Arabia Saudita (al 13esimo posto) con un +16,9% pari a 41,6 milioni di euro in più, a seguire la Corea del Sud (21esimo posto) con un gap positivo di 34,4 milioni di euro e a chiudere gli Stati Uniti con un +1,5% pari a 31,9 milioni di euro in più”. Tra i cinque Paesi che registrano i più alti decrementi nella filiera ne troviamo quattro presenti nella Top Ten: prima la Germania con -6% che perde 126 milioni di euro; seconda la Francia a -3,3%, che perde 104 milioni di euro; terzo il Regno Unito a -6,4% pari a un gap di 85 milioni di euro; quarta la Cina che, con il -13,2%, perde oltre 75 milioni di euro. Chiude la Top Five l’Egitto che, sceso alla 52esima posizione, registra una flessione di quasi 50 milioni di euro (-47,1%).

Il FRAGILE EQUILIBRIO DEL CONTESTO INTERNAZIONALE GENERA INCERTEZZA SUL FUTURO

“Un calo del fatturato del 3,1% va comunque considerato un risultato contenuto, viste le difficoltà economiche e geopolitiche attuali e le previsioni che avremmo potuto fare”, ha aggiunto Feltrin. “Questo non significa che il momento sia semplice, tutt’altro. Tuttavia, ancora una volta, la filiera ha dimostrato di saper affrontare anche le fasi più turbolente meglio di molti altri settori. A supporto di questo c’è il dato sulla produzione industriale del ’24 che non si discosta di molto da quello del 2019 a conferma della tenuta nei numeri, e della predisposizione sempre più elevata del pubblico nel riconoscere il valore dei prodotti del nostro design, da sempre sinonimo di qualità, innovazione e stile.
“Bisogna comunque tenere alta la guardia. Non ci facciamo però illusioni e siamo consapevoli di quanto i fragili equilibri oltre confine, le crisi economiche di Germania e Francia, il possibile ingresso di prodotti cinesi nei nostri mercati come conseguenza della paventata introduzione dei dazi americani, siano variabili che metteranno a dura prova le aziende nei primi mesi del 2025”, ha aggiunto Feltrin. “Si dovrà individuare velocemente mercati di sbocco alternativi, ma certo non sufficientemente capienti come quello americano che si è costruito in 50 anni di presenza italiana. Andranno sicuramente programmati investimenti strategici anche in termini di sostenibilità, formazione per la transizione digitale e forme alternative di approvvigionamento energetico, i cui costi sono tornati ad avere un impatto molto forte sui bilanci delle imprese.

ARREDAMENTO: L’EXPORT DECRESCE IN FRANCIA, GERMANIA E UK. IN SALITA VERSO I PAESI ARABI

Guardando più nel dettaglio il macrosistema arredamento, ha chiuso il 2024 con un calo del fatturato alla produzione del -2,3%, per un valore pari a oltre 27,5 miliardi di euro – raccoglie oltre 20.700 imprese, mentre il numero di addetti è di poco sotto le 139.600 unità. A determinare il risultato complessivo, su livelli comunque superiori a quelli pre-pandemici, concorrono sia le vendite sul mercato interno (-2,9%) sia, in misura minore, l’export (-1,8%), che subisce una modesta flessione dopo quella del -4% registrata l’anno precedente. La contrazione del fatturato accomuna tutti i sistemi (arredamento, arredobagno, illuminazione e ufficio), pur con intensità differenti: dal –5,5% del sistema ufficio alla stazionarietà del sistema arredobagno (-0,5%). Positivo il trend degli arredi didattici. Nel 2024 le esportazioni del macrosistema arredamento valgono poco meno di 14,4 miliardi di euro, in modesta flessione (-1,8%) rispetto al 2023. Sulla diminuzione incidono le minori esportazioni verso la Francia (primo mercato con oltre 2,3 miliardi di euro, -3,6% sul 2023) e la Cina (che scende dalla settima posizione del 2023 all’ottava del 2024, con vendite per 393 milioni e una flessione del 17,9%). Tra le prime dieci destinazioni, significativa anche la diminuzione di Germania (-3,2%, determinato in particolare dall’andamento nel primo semestre) e Regno Unito (-3,7%); giù anche i Paesi Bassi (-5%). Tra i primi cinque mercati, segno negativo ma di entità più contenuta per gli Stati Uniti (secondo, -0,8%, con un rallentamento a fine anno) e la Svizzera (-1,4%). A contenere invece l’andamento negativo contribuiscono tra i primi mercati in particolare gli Emirati Arabi Uniti (che registrano un trend positivo per il quarto anno consecutivo, guadagnando la settima posizione dalla nona del 2023 con una variazione del +22,2%,) e la Spagna (sesta, +4,1%). Fuori dalle prime dieci destinazioni, significativi gli incrementi in valore assoluto di Polonia (+9,7%), Arabia Saudita (+14,6%). “Con un mercato europeo che dà evidenti segnali di arretramento e gli Usa che nel 2024 si sono dimostrati resilienti, ma la presidenza Trump potrebbe cambiare completamente lo scenario, risulta indispensabile mettere in campo strumenti volti a individuare nuove rotte. La vera sfida sarà capire dove puntare la bussola. In un momento tanto complesso e dai cambi di scenario repentini, le imprese non possono essere lasciate sole”.

CONTRAZIONE ANCHE PER IL SETTORE LEGNO

Il settore del legno, nel 2024 ha subito ancora una diminuzione del fatturato (-5,6%), seppur più contenuta, attestandosi a 20,5 miliardi di euro. Contrazione determinata in larga parte dal mercato nazionale (-6,5%) che contribuisce per oltre il 75% al fatturato totale, toccando i 15,6 miliardi di euro. L’export (24% del totale) si attesta a poco meno di 5 miliardi di euro, con una flessione del 2,6% sul 2023. Dall’analisi dei flussi commerciali nel periodo gennaio-ottobre 2024, in particolare si segnala la Germania (-11,4% a 588 milioni di euro) e il Regno Unito (-11,3% a 452 milioni di euro): Stati Uniti in crescita (+9,6% a 366 milioni di euro), mentre la Francia risulta pressoché stabile (-1,8% a 657 milioni di euro. L’andamento negativo ha interessato tutti i sistemi seppur con variazioni differenti tra di loro.

MERCATI ARABI E INDIA NEL MIRINO DEL NUOVO BUSINESS

E se lo scenario attuale non è per nulla stabile e affidabile, la risposta del settore è quello di rimboccarsi le maniche e trovare nuovi mercati. “Considerando l’ottimo andamento dei mercati Arabi, abbiamo recentemente firmato un’intesa con la Commissione per l’Architettura e il Design del Ministero della Cultura dell’Arabia Saudita per promuovere la collaborazione tra i due Paesi. C’è poi l’India che è sempre più un mercato di interesse per l’intero settore dell’arredamento italiano e con cui cerchiamo di rafforzare il legame e rinnovare sinergie e rafforzare”. Nel 2023, il Macrosistema Arredo italiano ha visto una performance brillante che l’ha posizionata al 27° posto tra le destinazioni principali, con una crescita del +19,1% sul 2022 e un valore complessivo pari a 112 milioni di euro. Inoltre, l’India si è stabilmente posizionata tra i primi dieci Paesi per numero di visitatori al Salone del Mobile nelle ultime edizioni. È per questo che siamo qui: per rafforzare il dialogo, creare nuove connessioni e accompagnare le imprese italiane in un contesto sempre più dinamico e ricettivo.

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