Il Bonus mobili è stato confermato anche per l’anno appena iniziato. Ed è stata introdotta una sostanziale novità (che non va confusa con il primo), il Buono elettrodomestici. Lo scorso 28 dicembre, il Senato ha infatti definitivamente approvato anche per il 2025 il Bonus mobili ed elettrodomestici – detrazione collegata ai lavori di ristrutturazione con un tetto di spesa di 5mila euro – e ha inoltre introdotto il Buono elettrodomestici, una nuova misura voluta dal presidente della Commissione attività produttive della Camera Alberto Gusmeroli.
Nel caso del Bonus mobili si tratta di una detrazione d’imposta del 50% della spesa sostenuta fino a un massimo di 5mila euro che può essere usufruita nella dichiarazione dei redditi in dieci quote annuali di pari importo. La condizione imprescindibile è che la spesa per arredi ed elettrodomestici sia collegata a lavori di recupero del patrimonio edilizio, ovvero manutenzioni straordinarie o ristrutturazioni, senza distinzione tra abitazione principale e seconde case. La manovra ha inoltre confermato i requisiti dei grandi elettrodomestici nuovi per ottenere l’agevolazione: classe energetica non inferiore classe A per i forni, alla classe E per le lavatrici, le lavasciugatrici e le lavastoviglie, alla classe F per i frigoriferi e i congelatori, per le apparecchiature per le quali sia prevista l’etichetta energetica.
Diverso è il Buono elettrodomestici. La misura mira a offrire un contributo economico per rottamare vecchi elettrodomestici da sostituire con l’acquisto di nuovi di classe energetica non inferiore alla classe energetica B, prodotti nel territorio dell’Unione Europea e con contestuale smaltimento di quelli obsoleti. In questo caso lo standard richiesto per ottenere l’agevolazione è di livello più alto rispetto a quello della detrazione del Bonus mobili. Il contributo può essere concesso in misura non superiore al 30% del costo di acquisto dell’elettrodomestico e comunque per un importo non superiore a 100 euro per ciascuno, alzato a 200 euro se il nucleo familiare dell’acquirente ha un Isee inferiore a 25mila euro annui. Il vincolo è che il contributo sia utilizzabile per l’acquisto di un solo elettrodomestico. Entro i primi 60 giorni del 2025 il Ministero delle imprese e made in Italy dovrà stabilire i criteri, le modalità e i termini per l’erogazione. La dote su cui potrà disporre il contributo è stata fissata a 50 milioni di euro.







Comments are closed