A cura di FederLegno

Dall’intesa tra Unione europea e Stati Uniti è emersa la volontà di trovare una soluzione volta a garantire le catene di approvvigionamento di acciaio e alluminio, anche attraverso soluzioni di contingenti tariffari. Al momento, tuttavia, per acciaio, alluminio e derivati, permane il dazio ad valorem aggiuntivo al 50%.

Nel frattempo dal 18 agosto è stato ampliato l’ambito di applicazione della misura daziaria prevista per acciaio, alluminio e derivati, assoggettando al dazio aggiuntivo ad valorem del 50%, ulteriori 407 codici doganali relativi a prodotti derivati da acciaio e alluminio (si veda il paragrafo 2). In merito alla complessità normativa e all’impegno che grava sulle aziende, il presidente FederLegno Feltrin, intervenendo al TG5, ha parlato di “un esercizio da settimana enigmistica”.

ACCIAIO, ALLUMINIO E DERIVATI: UN BREVE RIEPILOGO
Dal 12 marzo sono attivi dazi ad valorem aggiuntivi per i prodotti di acciaio, alluminio e derivati di cui agli Allegati I delle Proclamation 10895 e 10896 del 10 febbraio 2025. Dal 4 giugno l’entità del dazio è pari al 50%. Sottolineiamo che:

  • il dazio si applica in aggiunta ad eventuali altri dazi o imposizioni doganali già vigenti, cumulandosi con questi ultimi;
  • il dazio ad valorem aggiuntivo al 50% è limitato alla sola componente in acciaio o alluminio;
  • le componenti non in acciaio/alluminio sono soggette, invece, al dazio pari al 15% “all inclusive”, come definito dalle ultime intese bilaterali.

Procedure doganali all’importazione negli Usa:
• le componenti in acciaio/alluminio di un determinato prodotto devono essere dichiarate separatamente al momento dell’importazione;
• è obbligatorio dichiarare il Paese di origine, nonché quello di fusione e colata (“melt and pour/smelt and cast”) e il valore del contenuto in acciaio/alluminio;
•  rispetto alla modalità di calcolo del valore, siamo in attesa di un responso tecnico dal ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, in coordinamento con l’Ambasciata italiana a Washington

LE NOVITÀ NEL DETTAGLIO
Come anticipato in premessa, le autorità USA hanno ampliato l’ambito di applicazione dei dazi su alluminio e acciaio. Infatti, precedentemente allo scorso 18 agosto, tali dazi si applicavano ai soli prodotti i cui codici doganali (di cui alla nomenclatura Usa, le prime sei cifre sono analoghe a quelle vigenti nell’Ue) comparivano negli allegati I delle Proclamation 10895 (alluminio e derivati) e 10896 (acciaio e derivati) del 10 febbraio 2025.

A seguito della comunicazione dello scorso 19 agosto da parte del Bureau of Industry and Security (BIS) degli Stati Uniti “Adoption and Procedures of the Section 232 Steel and Aluminum Tariff Inclusions Process”, il Dipartimento del Commercio ha modificato gli allegati I delle Proclamation 10895 e 10896, aggiungendo 407 nuovi codici doganali di prodotti derivati dell’alluminio e dell’acciaio che, con decorrenza dallo scorso 18 agosto, sono soggetti ai dazi del 50% sulla componente formata da dette materie.
Le circolari 65936570 e 65936615 della dogana Usa (U.S. Customs and Border Protection) del 15 agosto hanno poi fornito indicazioni sulle modalità dichiarative all’importazione negli Usa dei prodotti ora soggetti ai dazi aggiuntivi del 50%, raggruppandoli per macro codici doganali. Gli allegati alle due circolari, inoltre, riportano una preziosa lista consolidata e aggiornata di tutti i codici doganali assoggettati ai dazi alluminio/acciaio/derivati (compresi quindi i codici di cui agli allegati I delle Proclamation 10895 e 10896), segnalando in grassetto i nuovi inserimenti.

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